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Giornata mondiale contro l’Aids Print E-mail
Monday, 30 November 2009 14:49
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abcIl 1° dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids. La campagna informativa e preventiva della Croce Rossa Italiana “Impara l’Abc: Abstinence, Be faithful, Condom” è incentrata sulla sicurezza e protezione nell’ambito dei rapporti sessuali. L’Aids continua a colpire dove c’è silenzio e indifferenza. Per questo motivo le strategie di lotta all’Aids della Croce Rossa riguardano la diffusione capillare delle informazioni, la distribuzione e l’utilizzo del preservativo, l’assistenza domiciliare alle persone affette, il rafforzamento dei meccanismi di supporto locale agli orfani di malati di Aids e la prevenzione dell’infezione nelle situazioni di emergenza.

La controffensiva all'epidemia globale di Aids sta dando i primi risultati anche nei Paesi piu' poveri del mondo. Le nuove infezioni da virus Hiv sono diminuite del 17% negli ultimi 8 anni e anche nell'Africa sub-sahariana, dove la piaga dell'Aids ha mietuto il maggior numero di vittime, si e' registrato un calo del 15%, con circa 400 mila contagi in meno solo nel 2008. Sono ottimistici i toni del Rapporto diffuso da Unaids e Organizzazione mondiale della sanità. Tuttavia, pur ammettendo i risultati positivi ottenuti dopo il 2001, anno della firma della Dichiarazione di intenti Onu sull'Hiv/Aids, il Programma congiunto delle Nazioni Unite per il contrasto dell'infezione e l'Oms invitano a evitare trionfalismi e a non abbassare la guardia. Perchè la strada e' ancora lunga, soprattutto sul fronte della prevenzione. Non per nulla lo slogan della World Aids Campaign (WAC) fino al 2010 è “Stop AIDS: Keep the Promise”, riferito non solo alla Giornata mondiale, ma all’impegno quotidiano di quanti operano nell’ambito della prevenzione e della cura.

Agire per prevenire la diffusione del virus HIV significa anche lottare contro altre malattie trasmissibili come la tubercolosi. Ma forse la depressione è il male più insidioso. Il malato di Aids o il sieropositivo, per riuscire ad aderire ai protocolli di cura, ed evitare comportamenti a rischio, deve tenere sotto controllo sensi di colpa, ansietà, attacchi di panico, stress, paura o desiderio di morte. La prevalenza dei problemi psichiatrici nei pazienti sieropositivi è di circa il 50 %. Insorgono, per lo più, in concomitanza della diagnosi di infezione ma anche successivamente. La depressione è più frequente nei pazienti che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti, nei soggetti più anziani e in donne con storie di traumi. In particolare nelle donne sieropositive la prevalenza di sintomi depressivi è superiore che nelle donne sieronegative, a parità di età, di condizione socioeconomica e supporto sociale. La prevalenza dei disturbi d’ansia è di circa il 38 %, con sintomi che possono variare per gravità (da un senso di malessere generale, all’attacco di panico, all’ansia di morte), aggravando indirettamente la situazione di deficit immunitario.
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