LA CRI SI MUOVE PER UNA “SCUOLA SICURA”

I giovani della CRI di Gavirate promuovono la sicurezza tra i banchi di scuola

 

Il Progetto “Scuola Sicura” ha visto impegnati alcuni volontari del gruppo giovani del nostro comitato in questi tre mesi. Sotto la guida del coordinatore e consigliere giovane Alessandro Maria Ferri, della referente del progetto Letizia Franzetti e il tutto avvenuto con il vaglio della direzione sanitaria e dei formatori CRI, i volontari, hanno organizzato incontri informativi con lo scopo di fornire nozioni a carattere generale sulla attuale situazione di emergenza ed indicare i comportamenti da adottare in casi sospetti COVID-19 per preparare al meglio e in sicurezza il rientro in aula degli alunni e del personale scolastico.

Finora l’occasione è stata colta dagli Istituti Comprensivi Adamoli di Besozzo, Dante Alighieri di Angera (scuole materne, elementari e medie) e Campo dei Fiori di Comerio (scuole elementari e medie). I tre incontri si sono svolti nei giorni scorsi da remoto tramite la piattaforma digitale Google Meet a causa dell’aumento di casi positivi registrati nell’ultimo mese, ciononostante le lezioni sono state seguite con successo da un totale di 215 operatori scolastici.

La volontaria Celia Maria Franzetti durante la presentazione online all’Istituto Comprensivo di Angera.

Durante la presentazione le volontarie hanno ricordato che il COVID-19 è una malattia principalmente respiratoria altamente trasmissibile causata dal retrovirus (virus a RNA) SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei Coronavirus. I sintomi più comuni provocati dal virus includono dispnea più o meno acuta, polmonite, tosse, congestione nasale, anosmia e disgeusia (perdita dell’olfatto e del gusto) e febbre. Tuttavia alcuni pazienti potrebbero lamentare anche dolori addominali accompagnati da diarrea e vomito, e altri ancora potrebbero non mostrare alcun sintomo. Purtroppo, ad oggi, non è ancora possibile determinare con certezza quali siano gli effetti a lungo termine del COVID-19, per questo motivo è molto importante prevenire la diffusione dei contagi promuovendo una solidale collaborazione e responsabilità sociale tra i cittadini.

In ambienti chiusi e affollati come le scuole, è quindi fondamentale imparare le corrette norme igieniche e di prevenzione per garantire la massima sicurezza fra alunni e insegnanti. Queste prevedono il distanziamento fisico di almeno un metro tra i compagni o colleghi che si trovano nella stessa stanza, la suddivisione delle classi in gruppi più piccoli per consentire questo distanziamento, l’areazione frequente dei locali, la separazione dei punti di entrata ed uscita e il lavaggio regolare delle mani con acqua e sapone o gel a base alcolica. Chiaramente tutti coloro che a scuola devono indossare la mascherina chirurgica coprendo naso e bocca in ogni momento, tranne in casi eccezionali come disabilità e poca tolleranza nei confronti della mascherina da parte di bambini con età inferiore ai 6 anni.

Da destra a sinistra: le volontarie Letizia Franzetti, Marta Salvalaggio e Celia Maria Franzetti alla fine della presentazione del progetto.

Inoltre, è tassativo misurare la temperatura corporea ogni mattina prima di recarsi in aula e restare a casa nel caso in cui il termometro segni più di 37.5°C. A discrezione dell’istituto, la temperatura viene controllata all’ingresso a scuola e nel caso in cui l’alunno presenti febbre o sintomi sospetti, egli verrà subito isolato in una stanza appositamente dedicata accompagnato da un operatore ATA o dal referente scolastico per COVID-19. A questo punto, il referente avviserà i genitori o i tutori legali, i quali dovranno tempestivamente presentarsi a scuola, prelevare l’alunno e chiamare il proprio pediatra. Se, invece, è un operatore scolastico a registrare una temperatura superiore a quella consentita, egli dovrà tornare a casa e contattare il proprio medico di base. In seguito, sarà il medico a condurre la valutazione clinica ed eventualmente prescrivere un tampone. Per poter rientrare a scuola è necessario che lo studente o l’operatore risultino negativi a due tamponi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Per precauzione, gli operatori ATA e chi di dovere dovranno provvedere alla sanificazione giornaliera delle superfici, dei bagni, della stanza d’isolamento e dei giocattoli o oggetti usati dai bambini.

Si ringraziano le volontarie che hanno partecipato al progetto: Aliona Iori, Celia Maria Franzetti, Francesca Baldasso, Ilaria Azzarri, Letizia Franzetti, Maria Grazia Volpicella, Marta Salvalaggio e Sabrina De Marco.

20.09.2020
Celia Maria Franzetti (volontaria)

I commenti sono chiusi.